1) Babeuf. La Rivoluzione francese come guerra fra ricchi e
poveri.
Franois-Nol Babeuf (confronta Quaderno secondo/7, Rousseau e i
nemici della propriet privata) interpreta la Rivoluzione francese
come espressione della guerra fra ricchi e poveri: una guerra che
dura da sempre, ma soltanto in particolari circostanze si
manifesta in modo evidente.
F.-N. Babeuf, La Rivoluzione francese come lotta di classi.

Non dissimuliamoci l'esatta verit. Che cos' una rivoluzione
politica in generale? Cos', in particolare, la rivoluzione
francese? Una guerra dichiarata tra patrizi e plebei, tra ricchi e
poveri. Ecco dunque affrontato il grande problema. Seguiamone
alcuni sviluppi.
Quando le istituzioni cattive e abusive di una nazione hanno
prodotto l'effetto che la massa  rovinata, avvilita, caricata
d'insopportabili catene; quando l'esistenza della maggioranza 
divenuta talmente penosa, che essa non pu pi farcela,  allora
di solito che scoppia un'insurrezione degli oppressi contro gli
oppressori. Il disagio che si prova in questa situazione diventa
la causa per cui ci si muove, ci si scuote, per cercar d'acquisire
uno stato migliore. Vien fatto naturalmente allo spirito di
riflettere sui diritti primitivi degli uomini. Li si discute, si
esamina quali sono nello stato naturale, quali devono essere nel
passaggio allo stato sociale. Si riconosce facilmente che la
natura ha fatto nascere ogni uomo eguale in diritti e in bisogni
con tutti i suoi fratelli, che questa uguaglianza deve essere
imprescindibile e inattaccabile; che la sorte di ogni individuo
non deve subire alcuna alterazione passando alla vita sociale; che
le istituzioni civili, lungi dal recar danno alla felicit comune,
che soltanto pu risultare dal mantenimento di questa eguaglianza,
non hanno altro compito se non d'impedirne la violazione.
[...].
Questa guerra dei plebei e dei patrizi, dei poveri e dei ricchi,
non esiste solamente dal momento in cui  dichiarata. Essa 
perpetua, comincia non appena le istituzioni tendono al fine che
gli uni prendano tutto e agli altri nulla rimanga; e finch il
manifesto non  promulgato, il patriziato non sembra molto
mettersi in guardia contro la rivolta dei plebei. Sembra ai ricchi
che fingendo sicurezza, sforzandosi di far credere ai poveri che
il loro stato ha il fondamento inevitabile nella natura delle
cose, si costituisca la miglior barriera contro le iniziative
degli ultimi. Ma quando  proclamata la dichiarazione di guerra,
allora incomincia la lotta al vivo, e ciascuno dei due partiti
impiega tutti i suoi mezzi per trionfare.

L. Ghiringhelli, Prima di Marx. Alle origini del socialismo, G.
D'Anna, Messina-Firenze, 1979, pagine 70-72.
